Risultati da 1 a 6 di 6

Discussione: Limite deducibilità Trasferte x Amm.ri

  1. #1
    sapcons è offline Senior Member
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    Predefinito Limite deducibilità Trasferte x Amm.ri

    Buongiorno a tutti,
    con riferimento alla deducibilità delle spese di trasferta fuori dal comune un amm.re può portare in deduzione forfettariamente (quindi senza piè di lista analitico) i valori di seguito riportati ?

    Nella fattispecie mi chiedo se l'amministratore in parola possa deurre i km sulla base delle tariffe aci e il forfait giornaliero entro il limite di 46,48 euro.

    Grazie per il vs contributo.

    4) Indennità forfetaria per trasferte fuori dal comune - rimborso forfetario per vitto e alloggio
    Per le trasferte fuori dal comune sede di lavoro aziendale, al dipendente possono essere rimborsate le relative spese, in esenzione da Irpef, senza bisogno di alcuna documentazione, fino all’importo di euro 46,48 per giorno intero (di euro 77,47 per le trasferte all’estero), a titolo di indennità forfetaria relativa alle spese di Vitto e Alloggio.
    I rimborsi analitici delle spese di viaggio, anche sotto forma di indennità chilometrica, e di trasporto non concorrono comunque a formare il reddito quando le spese stesse siano rimborsate sulla base di idonea documentazione, mentre sono soggetti a tassazione tutti i rimborsi di spesa, anche se analiticamente documentati, corrisposti in aggiunta all'indennità di trasferta (salvo per il caso del rimborso misto);

  2. #2
    sapcons è offline Senior Member
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    Scusate.
    Cerco di affinare meglio il quesito in quanto credo di aver capito che è possibile portare in deduzione dei costi il limite previsto per il forfait.

    In capo all'amministratore tale indennità di trasferta si configura come un reddito o fringe nelefints e se si in che misura % ?

    Grazie a chiunque avesse un riscontro diretto.

  3. #3
    sapcons è offline Senior Member
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    Wink Risposta fai da me...

    Ho desunto dallo stralcio del seguente articolo che l'amm.re che percepisce delle indennità di trasferta fuori dal comune non sono assoggettabili ai redditi personali sino alla concorrenza degli importi indicati.




    I “fringe benefits”: analisi del trattamento fiscale dei compensi in natura corrisposti a dipendenti e collaboratori.
    La cessione in uso di veicoli aziendali e il rimborso spese per trasferte


    a cura di Maria Antonietta Chiavaro

    Dottore commercialista in Catania

    dottchiavaro@alice.it



    ASPETTI GENERALI

    Definizione

    Con il termine “fringe benefits” (letteralmente: benefici marginali), si intendono delle forme di remunerazione complementari alla retribuzione principale, riconosciute dall’azienda al dipendente o all’amministratore allo scopo di integrarne la normale retribuzione incentivandolo ad una maggiore produttività.

    Si tratta di compensi corrisposti in natura, a differenza dell’emolumento principale che viene erogato in denaro.



    Occorre precisare che, nel prosieguo, si utilizzerà l’espressione “dipendente/collaboratore” per indicare il lavoratore dipendente nonché il collaboratore coordinato e continuativo o a progetto, ivi compresa la figura dell’amministratore (nell’ipotesi in cui l’attività di amministrazione non rientra fra quelle oggetto della professione esercitata, nel qual caso il compenso percepito va assoggettato alla disciplina del lavoro autonomo).



    Limite di rilevanza dei compensi in natura

    Ai sensi dell’art. 51, comma 3, DPR n. 917/1986, il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati non concorre a formare il reddito del dipendente fino all’importo complessivo nel periodo d’imposta di € 258,23.

    Al superamento di tale limite, diventa imponibile l’intero importo.



    Quantificazione dei fringe benefits

    I compensi in natura (ovvero i fringe benefits) vengono, generalmente, quantificati in base al loro valore normale, come indicato dall’art. 9 del DPR n. 917/86.

    Tuttavia, in deroga a tale criterio, il legislatore, con la disposizione di cui al comma 4 dell’art. 51 del DPR n. 917/86, ha introdotto delle regole specifiche di determinazione del valore dei compensi in natura. Tali regole riguardano i fringe benefits costituiti da:

    - auto aziendali

    - prestiti in denaro

    - fabbricati concessi in locazione, uso o comodato

    - servizi di trasporto ferroviario.



    Adempimenti del datore di lavoro

    In veste di sostituto d’imposta, il datore di lavoro è obbligato ad effettuare la ritenuta d’acconto con riferimento al compenso che il dipendente percepisce in relazione al rapporto di lavoro, sia che si tratti di compenso in denaro, sia che si tratti di compenso in natura.

    Come precisato con C.M. n. 326/E del 1997, la ritenuta va effettuata anche se il compenso in natura viene erogato da un soggetto terzo (come accade, ad esempio, nell’ipotesi di prestiti concessi ai dipendenti, laddove il soggetto erogante è la banca).

    Per ciò che concerne il momento di effettuazione della ritenuta, i termini di versamento, la certificazione dei redditi erogati e la dichiarazione del sostituto d’imposta, valgono le regole generali.



    ANALISI DEI CASI PIÙ FREQUENTI

    Di seguito si esamineranno schematicamente alcune delle ipotesi più frequenti di fringe benefits, quali:

    - cessione in uso di veicoli aziendali

    - rimborsi spese per trasferte.


    ......

    Rimborsi spese per trasferte

    Si parla di trasferta con riferimento all’ipotesi in cui il dipendente/collaboratore, per l’espletamento delle proprie mansioni, debba temporaneamente recarsi fuori dalla sede abituale di lavoro. In tal caso, il datore di lavoro si trova nella condizione di dover rimborsare le spese sostenute per la trasferta dal dipendente/collaboratore.

    Aspetti fiscali per il dipendente/collaboratore

    Se la trasferta avviene nell’ambito del territorio comunale in cui si trova la sede di lavoro, il rimborso per le spese generiche sostenute e le indennità chilometriche a fronte dell’utilizzo della propria autovettura, concorre alla formazione del reddito imponibile del dipendente/collaboratore; invece il rimborso delle spese di trasporto comprovate da documenti emessi dal vettore (biglietti autobus, ricevute taxi,…), costituendo un mero reintegro delle spese sostenute dal dipendente/collaboratore, non è soggetto a tassazione.

    Se la trasferta avviene fuori dal territorio comunale in cui si trova la sede di lavoro, il rimborso può essere:

    - forfetario: è esclusa dal reddito imponibile l’indennità forfetaria di trasferta giornaliera di € 46,48 per trasferte in Italia e di € 77,47 per trasferte all’estero. Le somme eccedenti questi limiti sono soggette a tassazione;

    - analitico: è escluso dal reddito imponibile il rimborso di spese di viaggio (anche le indennità chilometriche), trasporto, vitto e alloggio purché analiticamente documentate. Il rimborso di altre spese non documentabili (mance, parcheggio, telefono,…), ma analiticamente attestate dal dipendente/collaboratore, non è tassato fino ad un importo di € 15,49 per trasferte in Italia e di € 25,82 per trasferte all’estero. Le somme eccedenti questi limiti sono soggette a tassazione;

    - misto (indennità forfetaria di trasferta + rimborso analitico): se, oltre all’indennità forfetaria di trasferta, vengono rimborsate analiticamente le spese di vitto o di alloggio, la franchigia per indennità di trasferta forfetaria si riduce ad € 30,99 per trasferte in Italia ed € 51,65 per trasferte all’estero; se vengono rimborsate analiticamente le spese di vitto e di alloggio, la franchigia per indennità di trasferta forfetaria si riduce ad € 15,49 per trasferte in Italia ed € 25,82 per trasferte all’estero.

    Per ottenere il rimborso delle spese sostenute, il dipendente/collaboratore deve presentare al datore di lavoro un rendiconto riepilogativo con l’indicazione dei rimborsi richiesti e, per i viaggi compiuti, deve indicare dettagliatamente la data, il motivo del viaggio, i chilometri percorsi e l’imposto chiesto a rimborso.

    Su tale nota spese va applicata la marca da bollo da € 1,81.

    Aspetti previdenziali

    La base imponibile per il calcolo dei contributi di previdenza e assistenza sociale va determinata secondo le regole fiscali.

    Aspetti fiscali per il datore di lavoro

    Ai fini IRPEF ed IRES, se il rimborso è forfetario o misto, il datore di lavoro può dedurre integralmente dal reddito d’impresa l’importo rimborsato, se il rimborso è analitico può dedurre i costi documentati nel limite massimo giornaliero di € 180,76 per trasferte in Italia e di € 258,23 per trasferte all’estero. Nel caso di rimborsi chilometrici (nell’ipotesi, cioè, in cui il dipendente/collaboratore sia autorizzato ad utilizzare un veicolo proprio o noleggiato) il datore di lavoro può dedurre dal reddito d’impresa un importo non superiore al costo di percorrenza calcolato in base alle tabelle Aci o alle tariffe di noleggio riferite ai veicoli di potenza non superiore a 17 cavalli fiscali (per motori a benzina) e a 20 cavalli fiscali (per motori diesel).

    Ai fini IRAP, il costo per le trasferte del dipendente/collaboratore è deducibile solo se sostenuto direttamente dall’impresa o se rimborsato analiticamente al dipendente/collaboratore. Il limite di deducibilità e fissato nella misura di € 180,76 al giorno per trasferte in Italia e di € 258,23 al giorno per trasferte all’estero e, in caso di noleggio dell’autovettura, il costo è deducibile nei limiti delle tariffe di noleggio riferite ai veicoli di potenza non superiore a 17 cavalli fiscali (per motori a benzina) e a 20 cavalli fiscali (per motori diesel). Non sono, in ogni caso, deducibili dalla base imponibile IRAP le indennità di trasferta e le indennità chilometriche, in quanto elementi del costo del personale.



    Dicembre 2005

  4. #4
    sapcons è offline Senior Member
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    Buona serata a tutti

  5. #5
    L'avatar di danilo sciuto
    danilo sciuto è offline Administrator
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    Citazione Originariamente Scritto da sapcons Visualizza Messaggio
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    ... pensavo che vi fosse + partecipazione.
    Buona serata a tutti
    La prossima volta, quando copi un articolo pubblicato asul sito, basta anche mettere il semplice link ....

  6. #6
    sapcons è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da Vincenzo D'Andò Visualizza Messaggio
    Segnalo ai Lettori che nell'articolo odierno, sulle novità fiscali del 12 settembre 2008, si parla anche di tale argomento, sulla base del TUIR (art. 95).
    Mentre nei precedenti articoli sono state evidenziate anche le novità introdotte dalla Manovra estiva.
    Ai sensi del nuovo disposto mi sembra che si evinca che vi sarebbe maggiore convenienza fiscale nella corresponsione di indennità di trasferta forfettarie (fuori dal comune) in luogo di rimborsi analitici a piè di lista qualora l'importo di questi ultimi siano inferiori al limite di spesa delle prime.

    Cosa ne pensate ?
    Grazie

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