Risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: Immobili Storici

  1. #1
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    Buongiorno,chiedo un chiarimento un po' urgente:
    un immobile abitativo storico,posseduto da un privato,ma locato a terzi come ab.princ.dell'affittuario,puo' ancora per il 2006 essere dichiarato sulla base della minore delle tariffe ,oppure no,non essendo ab.principale del proprietario
    ( il comma 24 del Dl d'estate 2006 ha abrogato il c.2 art. 11 L.413/91).
    Su Guida pratica fiscale n.4 /2007 TUIR fa riferimento a una sent.Cassazione in base alla quale,anche se locati,vanno tassati sulla minore RC; l'ADE ha limitato agli abitativi.Il mio caso e' un abitativo,ma locato.
    Grazie a chi sapra' rispondermi.
    Angela

  2. #2
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    Le circ. 14.03.2005, n. 9 e la Circ. 17.01.2006, n. 2 hanno risolto il problema degli immobili di interesse storico locati.

    http://www.agenziaentrate.gov.it/ilw...vio+circolari/

    L'unica tassazione prevista sia per gli immobili abitativi che ad uso diverso Ŕ basata sulla rendita catastale aumentata del 5% (e quindi non sul reddito effettivo che non va dichiarato), applicando per˛ la tariffa d'estimo minima tra quelle previste per le abitazioni della stessa zona (ad. es. un A/2 va tassato come un A/4 o A/5).

    Nei regolamenti comunali ICI Ŕ stabilito anche nel caso di immobili commerciali con rendita in mq e non in vani, la conversione in vani degli immobili stessi (di solito 18-20 mq. equivalgono ad un vano).
    E' opportuno recarsi al locale ufficio ICI e farsi calcolare la rendita che sarÓ valida sia ai fini ICI che IRPEF.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da LucZan Visualizza Messaggio
    Le circ. 14.03.2005, n. 9 e la Circ. 17.01.2006, n. 2 hanno risolto il problema degli immobili di interesse storico locati.

    http://www.agenziaentrate.gov.it/ilw...vio+circolari/

    L'unica tassazione prevista sia per gli immobili abitativi che ad uso diverso Ŕ basata sulla rendita catastale aumentata del 5% (e quindi non sul reddito effettivo che non va dichiarato), applicando per˛ la tariffa d'estimo minima tra quelle previste per le abitazioni della stessa zona (ad. es. un A/2 va tassato come un A/4 o A/5).

    Nei regolamenti comunali ICI Ŕ stabilito anche nel caso di immobili commerciali con rendita in mq e non in vani, la conversione in vani degli immobili stessi (di solito 18-20 mq. equivalgono ad un vano).
    E' opportuno recarsi al locale ufficio ICI e farsi calcolare la rendita che sarÓ valida sia ai fini ICI che IRPEF.
    Grazie per i riferimenti.Avevo gia' letto le circolari,ma il dubbio mi e' venuto leggendo un inserto del Sole 24 ore successivo alla manovra di Luglio 06,in cui si dice che l'art.24 abroga dal 2006 il c.2 art.11 L.413/91,ad eccezione del caso in cui l'immobile sia adibito ad abitazione principale del contribuente.
    Vi risulta questo o si continua come prima?
    Grazie Angela

  4. #4
    LucZan Ŕ offline Senior Member
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    Ho consultato la
    http://dt.finanze.it/doctrib/SilverS...BFrameset.html
    e l'art. 11, nel testo attualmente in vigore dal 01.01.2002, contiene la disposizione sugli immobili storici al comma due.
    Probabilmente quella disposizione ricordata non è stata inserita nella L. 248 di conversione.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da LucZan Visualizza Messaggio
    Ho consultato la
    http://dt.finanze.it/doctrib/SilverS...BFrameset.html
    e l'art. 11, nel testo attualmente in vigore dal 01.01.2002, contiene la disposizione sugli immobili storici al comma due.
    Probabilmente quella disposizione ricordata non Ŕ stata inserita nella L. 248 di conversione.
    Grazie,quindi rimane tutto com'era fino al 2005,giusto?

  6. #6
    LucZan Ŕ offline Senior Member
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    A mio avviso, si.
    D'altronde che senso avrebbe concedere l'agevolazione prevista espressamente quale contropartita per la limitazione all'utilizzo ed al vincolo di disponibilità (prelazione in caso di cessione a titolo oneroso) ed ai maggiori oneri di mantenimento del bene stesso, collegandola esclusivamente allo status di abitazione principale, escludendone immotivatamente tutti gli altri proprietari (sia persone fisiche che persone giuridiche) e tutti gli immobili non abitativi vincolati ?

    Una norma siffatta andava contro la stessa "ratio" giuridica dell'agevolazione e, a mio avviso, aveva il solo scopo di fare cassa.

    Quindi sicuramente la norma sarebbe stata costituzionalmente censurabile in quanto ingiustificatamente avrebbe creato disparità di trattamento (a fronte di parità di obblighi e vincoli), agevolando una sola categoria di contribuenti.

    Inoltre ad avviso anche della stessa giurisprudenza, il ridotto carico fiscale è una sorta di "controprestazione oggettiva" che lo Stato corrisponde a fronte dei forti vincoli di disponibilità e dei maggiori oneri ed obblighi sugli immobili tutelati e non certo una mera agevolazione, concessione o regalia e del tutto a prescindere dalla qualifica dell'immobile e dell'uso che ne fa il proprietario.
    Ultima modifica di LucZan; 12-06-07 alle 04:17 PM

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da LucZan Visualizza Messaggio
    A mio avviso, si.
    D'altronde che senso avrebbe concedere l'agevolazione prevista espressamente quale contropartita per la limitazione all'utilizzo ed al vincolo di disponibilitÓ (prelazione in caso di cessione a titolo oneroso) ed ai maggiori oneri di mantenimento del bene stesso, collegandola esclusivamente allo status di abitazione principale, escludendone immotivatamente tutti gli altri proprietari (sia persone fisiche che persone giuridiche) e tutti gli immobili non abitativi vincolati ?

    Una norma siffatta andava contro la stessa "ratio" giuridica dell'agevolazione e, a mio avviso, aveva il solo scopo di fare cassa.

    Quindi sicuramente la norma sarebbe stata costituzionalmente censurabile in quanto ingiustificatamente avrebbe creato disparitÓ di trattamento (a fronte di paritÓ di obblighi e vincoli), agevolando una sola categoria di contribuenti.

    Inoltre ad avviso anche della stessa giurisprudenza, il ridotto carico fiscale Ŕ una sorta di "controprestazione oggettiva" che lo Stato corrisponde a fronte dei forti vincoli di disponibilitÓ e dei maggiori oneri ed obblighi sugli immobili tutelati e non certo una mera agevolazione, concessione o regalia e del tutto a prescindere dalla qualifica dell'immobile e dell'uso che ne fa il proprietario.

    Grazie ancora per la conferma.
    Angela

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