Risultati da 1 a 6 di 6

Discussione: 55% problema domanda

  1. #1
    michele444 è offline Member
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    Predefinito 55% problema domanda

    Problema con caaf che non mi accetta 730 con recupero del 55%. I lavori sono stati tutti eseguiti nel 2008 regolarmente fatturati con tutti i requisiti per il recupero del 55%. Il 13 febbraio 2009 viene prodotta la certificazione tecnica (tecnico abilitato + architetto) del collaudo finale dei lavori. Il 31/03/09 viene spedita la domanda all’Enea. Il caaf mi contesta il fatto che l’ultima fattura “agevolabile“ sia datata Ottobre 2008 e quindi la domanda spedita oltre i 90 gg prestabiliti ignorando l’autocertificazione del collaudo finale dei lavori spiegandomi che non ha nessuna valenza fiscale e legale.

    CONTRO
    - Il caaf mi segnale che questa risposta sia stata data dalla Direzione Regionale Agenzia Entrate nell’incontro con i Caaf e il caso specifico (anonimo naturalmente) sia stato sottoposto come quesito al relatore e decretato inammissibile
    - Il caaf mi segnala altresi che (sempre comunicato dalla stessa Agenzia) domande per agevolazioni del 55% superiori ad un certo importo (nel mio caso siamo vicini al massimale) il 36ter scatta in automatico.

    PRO
    - In uno specifico quesito all’Agenzia (risoluzione 244/E/2007) dice dettagliatamente che la data di fine lavori deve intendersi la data di collaudo finale non considerando i pagamenti delle fatture.
    - L’ENEA (come potevo immaginare) non prende posizione ma mi dice che è una prassi abbastanza comune che chi fa passare i 90 gg oppure chi si basa sul principio sopradescritto (collaudo finale) produce anche successivamente (poiché non va presentata) un autocertificazione di collaudo finale per rientrare nei termini dei 90 gg


    A questo punto io il 730 lo presento tramite un altro caaf che (come è giusto che sia) me la accetta poiché vede che nella forma la domanda è stata presentata nei termini, ma nello stesso tempo (con beneficio del dubbio) mi devo aspettare un 36ter automatico e quindi preparami tutta la documentazione del caso. Siccome l’intervento è in totale circa 180.000,00 € i contribuenti penso che siano disposti sicuramente anche ad andare in contenzioso piuttosto che perdere l’agevolazione quindi chiedo qualche consiglio per eventuale documentazione da prepararmi nel caso sopracitato…

    Scusate se mi sono dilungato ma volevo esporre il caso nei dettagli per farmi dare consigli mirati.

    Grazie per la disponibilità


    PS: piccolo OT, tutta la pratica l’ha fatta redatta e presentata il tecnico e poi naturalmente hanno scaricato a me la frittata già fatta.

  2. #2
    Polaris è offline Member
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    Predefinito

    Non devi far altro che conservarti copie delle fatture, dei bonifici, della comunicazione Enea, delle attestazioni del professionista da eseibire se ti verranno richieste.
    Chi disputa allegando l'autorità, non adopera l'ingegno, ma piuttosto la memoria.

  3. #3
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    Dec 2007
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    Predefinito 55% problema domanda

    I soggetti che intendono avvalersi del beneficio devono conservare la documentazione relativa agli interventi di riqualificazione effettuati, ossia:

    - il documento di asseverazione fornito dal tecnico abilitato;
    - l’attestato di qualificazione/certificazione energetica;
    - la ricevuta di invio tramite internet (o mediante servizio postale, quando ammesso) dell’attestato di qualificazione/certificazione energetica;
    - le fatture e le ricevute fiscali che comprovano le spese effettivamente sostenute.

    Per i soggetti non titolari di reddito d'impresa è, inoltre, stabilito l'obbligo di conservazione della ricevuta del bonifico bancario o postale, ai fini di una eventuale esibizione su richiesta dell’Amministrazione finanziaria, ai sensi dell’art. 3, comma 3, del D.P.R. 600/197316 (art. 4, comma 1, lett. d, del D.M. 19 febbraio 2007).
    Come chiarito nella C.M. 36/E/2007, tale elencazione non limita gli ordinari poteri di controllo dell’Amministrazione finanziaria, la quale potrà, dunque, richiedere l’esibizione di ulteriori documenti o atti per verificare la corretta applicazione della detrazione d’imposta.
    Inoltre, qualora le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, necessarie per tali interventi, siano compiute da soggetti non obbligati alle dichiarazioni IVA ai sensi del D.P.R. 633/1972, la prova delle spese può essere costituita da altra idonea documentazione.
    Infine, va considerato che, nel caso in cui gli interventi siano effettuati su parti comuni degli edifici di cui all’articolo 1117 del codice civile (recante disposizioni in materia di condominio), deve essere altresì conservata ed esibita copia della delibera assembleare e della tabella millesimale di ripartizione delle spese. Se i lavori sono effettuati dal detentore, va altresì conservata ed esibita la dichiarazione del possessore di consenso all’esecuzione dei lavori.
    Con la C.M. 36/E/2007, l’Amministrazione finanziaria ha poi chiarito espressamente che, pena la decadenza dal beneficio, è obbligatoria l’indicazione in fattura del costo della manodopera impiegata per la realizzazione dell’intervento, in analogia con quanto previsto per la detrazione IRPEF del 36% per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (art.1, comma 19, della legge 244/2007).
    Tale obbligo, come chiarito nella R.M. 127/E/2007, non è contenuto, ma si aggiunge all’elenco previsto dall’art. 4 del Decreto interministeriale 18 febbraio 1998 n. 41, al quale l’art.1, comma 348, della legge 296/2006 rinvia per le modalità generali di applicazione della detrazione del 55%.
    In merito, l’Amministrazione Finanziaria, nella Circolare n.11/E/2007, ha chiarito le modalità operative per adempiere a tale obbligo. Il costo della manodopera deve essere specificato in fattura con i criteri seguenti:
    - è sufficiente l'indicazione complessiva e non puntuale del costo della manodopera;
    - è sufficiente l'indicazione complessiva del costo della manodopera, qualora siano impegnati più dipendenti nell'esecuzione dell'intervento;
    - nell’ipotesi di ditta individuale e/o di lavori eseguiti direttamente dal titolare, il costo della manodopera non va indicato, in quanto trattasi di reddito d’impresa. In tal caso tuttavia, occorre specificare in fattura che si tratta di lavori eseguiti dal titolare della ditta. I contribuenti devono conservare, per il periodo previsto dall'articolo 43, le certificazioni dei sostituti di imposta, nonché i documenti probatori dei crediti di imposta, dei versamenti eseguiti con riferimento alla dichiarazione dei redditi e degli oneri deducibili o detraibili ed ogni altro documento previsto dal decreto di cui all'articolo 8. Le certificazioni ed i documenti devono essere esibiti o trasmessi, su richiesta, all'ufficio competente.
    - qualora i lavori siano eseguiti sia dal titolare della ditta che da propri dipendenti, l’indicazione in fattura del costo della manodopera è limitata al solo costo relativo ai dipendenti;
    - in presenza di eventuali subappaltatori, le fatture emesse nei confronti del committente da parte dell'appaltatore principale dei lavori devono in ogni caso contenere l’indicazione del costo della manodopera complessivo (somma del costo della manodopera dei dipendenti dell’appaltatore e dei dipendenti del subappaltatore);
    - l'obbligo d'indicazione del costo della manodopera trova applicazione anche alle ipotesi di cessioni di beni con posa in opera degli stessi.
    In tal ambito, è stato, inoltre, precisato che la mancanza dell’indicazione separata del costo della manodopera nelle fatture relative ad acconti non è causa di decadenza dall’agevolazione (R.M. n.167/E/2007).
    In ogni caso, tale indicazione si rende obbligatoria per tutte le fatture emesse a saldo, nelle quali deve essere evidenziata la manodopera utilizzata per l’intera esecuzione dei lavori, compresa quella impiegata da eventuali subappaltatori.
    In assenza di chiarimenti ministeriali, si ritiene che per “costo della manodopera” s’intenda la retribuzione lorda (pari all’imponibile contributivo e fiscale) corrisposta ai lavoratori dipendenti impiegati dall’impresa nell’esecuzione dei lavori.
    In sostanza, il costo della manodopera, da indicare separatamente in fattura rispetto al corrispettivo complessivo dell’intervento, è dato dal costo che l’impresa esecutrice dei lavori sostiene con riferimento ai lavoratori dipendenti impiegati e non dal costo sostenuto dal committente che fruirà della detrazione.

  4. #4
    L'avatar di roby
    roby è offline Senior Member
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    segnalo con piacere un ottimo approfondimento (43 pagine!) predisposto
    dall'amico Massimo Pipino su tutte le problematiche "del55%", vedi:
    http://www.commercialistatelematico....luriennali.pdf
    e l'intervento di Antonio Gigliotti:
    http://www.commercialistatelematico....luriennali.pdf

  5. #5
    michele444 è offline Member
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    Citazione Originariamente Scritto da roby Visualizza Messaggio
    segnalo con piacere un ottimo approfondimento (43 pagine!) predisposto
    dall'amico Massimo Pipino su tutte le problematiche "del55%", vedi:
    http://www.commercialistatelematico....luriennali.pdf
    e l'intervento di Antonio Gigliotti:
    http://www.commercialistatelematico....luriennali.pdf
    cliccando su entrambi i link mi chiede id e pass ma non me le accetta serve qualche abbonamento particolare ??

  6. #6
    Patty76 è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da michele444 Visualizza Messaggio
    cliccando su entrambi i link mi chiede id e pass ma non me le accetta serve qualche abbonamento particolare ??
    Serve l'abbonamento al sito principale del "Commercialista telematico".

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