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Discussione: Dichiarazione UNICO PF 2010 integrativa e ravvedimento operoso

  1. #1
    MrDike è offline Senior Member
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    Predefinito Dichiarazione UNICO PF 2010 integrativa e ravvedimento operoso

    Un contribuente presenta una dichiarazione UNICO PF 2010 la cui liquidazione è così definita:

    IRPEF a credito: Euro 1.000,00 (rigo differenza)
    Addizionali all’IRPEF a debito: Euro 50,00


    Effettuata la compensazione, il residuo credito di Euro 950,00 viene chiesto a rimborso. L’anno successivo, però, si accorge di aver omesso un piccolo reddito e di aver indicato un onere non deducibile.

    La nuova situazione, a seguito dell’elaborazione della dichiarazione integrativa, è la seguente:

    IRPEF a (minor) credito: Euro 800,00 (rigo differenza)
    Addizionali all’IRPEF a debito: Euro 70,00


    Si effettua la compensazione della differenza delle maggiori addizionali con ravvedimento operoso e il minor credito viene chiesto ugualmente a rimborso.

    Nel caso di specie siamo di fronte sia ad una dichiarazione infedele (per l’omessa indicazione del reddito) sia ad una violazione rilevabile in sede di controllo formale della dichiarazione (art. 36-ter del D.P.R. n. 600/1973).

    Entrambe le regolarizzazioni comportano un minor credito e maggiori addizionali da versare.

    Le sanzioni da applicare col ravvedimento operoso sulle maggiori addizionali dovrebbero essere parte al 3% e parte al 10% in quanto commesse prima del 31 Gennaio 2011, ossia:

    Differenza Addizionali all’IRPEF a debito: Euro 20,00 di cui euro 5 per l’omessa indicazione del reddito (sanzione al 10%) ed Euro 15,00 per l’esposizione di oneri deducibili non spettati (sanzione del 3%).

    Correggetemi se sbaglio.

    LINK

  2. #2
    dod
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    Limitatamente all'omessa indicazione di oneri indeducibili poi sanata con la dichiarazione integrativa avrei qualche perplessità nel considerarla violazione formale ex art. 36-ter. Proprio il link postato fa riferimento all’errata indicazione di detrazioni d’imposta, di oneri deducibili o detraibili, di ritenute d’acconto e di crediti d’imposta (in misura superiore a quella spettante). Sinceramente non ho approfondito questo aspetto per il resto è condivisibile quanto scritto (con l'aggiunta di protocollare una lettera all'Ade per la questione del rimborso del credito al fine di evitare di incassare un rimborso indebito prima della liquidazione della dichiarazione integrativa).

    ciao

  3. #3
    dod
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    Perplessità sciolta!
    L'omessa indicazione di oneri deducibili sanata con la dichiarazione integrativa è prevista dall'art. 2, comma 8 bis dpr 322/98.
    La suddetta norma stabilisce che il contribuente possa integrare a proprio favore, senza l’applicazione di sanzioni, le dichiarazioni dei redditi, dell’irap, dei sostituti d’imposta e dell’IVA per correggere errori ed omissioni che abbiano determinato nella dichiarazione originaria un maggior reddito o, comunque, un maggior debito o un minor credito d’imposta. Il contribuente effettua tale integrazione presentando un’ ulteriore dichiarazione (integrativa) entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo.

  4. #4
    MrDike è offline Senior Member
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    Ciao Dod, grazie per le delucidazioni, ma si tratta di una dichiarazione integrativa a "sfavore" (in aumento).

    Ad ogni buon conto, entrambe le tipologie possono essere regolarizzate, ai sensi dell'art. 13, comma 1, lett. b), del D. Lgs. n. 472/1997, entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel quale è stata commessa la violazione.

    La sanzione, in entrambi i casi, è sempre pari ad 1/10 del minimo.

    Pertanto, l'errata indicazione dell'onere deducibile si configura come una violazione sostanziale rilevabile in sede di controllo formale della dichiarazione (art. 36-ter del D.P.R. n. 600/1973). In questo caso la sanzione minima edittale prevista per la specifica violazione è pari al 30%, ridotta al 3% (1/10).

    L'omissione del reddito presuppone invece l'infedele dichiarazione annuale ex art. 41-bis del D.P.R. n. 600/1973, dove la sanzione minima è pari al 100% della maggiore imposta dovuta, ridotta al 10% (1/10).

  5. #5
    gg71_it è offline Member
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    Salve a tutti
    credo che possa essere di qualche aiuto il seguente articolo apparso su italia oggi del 12/08/2011 che potete consultare al seguente link (o in allegato)

    http://rassegnastampa.mef.gov.it/mef...1219435635.pdf

    io onestamente ho qualche perplessità su quello che ha scritto Maurizio Tozzi ma forse in questi giorni ho preso troppo sole
    per favore fatemi sapere cosa ne pensate voi
    Grazie
    gg71_it
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    Ultima modifica di gg71_it; 16-08-11 alle 02:23 PM

  6. #6
    MrDike è offline Senior Member
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    Fermo restando l'invito al nostro Legislatore ad "uniformare" il TESTO UNICO SANZIONI (rectius: "testi unici"), ovvero a snellire le norme in esso/essi contenute, devo convenire sulle perplessità di gg71_it.

    Innanzitutto, il richiamo all'art. 1, comma 2, del D. Lgs. n. 471/1997 deve essere inteso come "un accertamento della violazione", dovuto in caso di presentazione di una dichiarazione infedele per l'indicazione di un reddito imponibile inferiore a quello accertato o di un'imposta inferiore a quella dovuta o di un credito superiore a quello spettante, ovvero quando l'Amministrazione Finanziaria procede all'accertamento ai sensi dell'art. 41-bis del D.P.R. n. 600/1973.

    Per tali violazioni è prevista una sanzione minima ed una massima, che va dal 100% al 200% della maggiore imposta accertata o della differenza di credito.

    E fin qui nulla quaestio.

    In caso di ravvedimento operoso e soprattutto nel caso di specie da me postato, risulta pacifico che, se si vogliono regolarizzare contemporaneamente gli errori e le omissioni indicati ai punti 1. e 2., è necessario presentare un’unica dichiarazione integrativa ed effettuare il pagamento delle somme complessivamente dovute; in questo caso, le sanzioni ridotte (3,75% e 12,50%, ovvero 3% e 10% per gli errori sino al 31 Gennaio 2011) saranno calcolate sui rispettivi maggiori tributi o minori crediti spettanti.

    Pertanto, quanto riportato da Maurizio Tozzi è formalmente corretto, in quanto cita un esempio di "minor credito" e la relativa sanzione nell'ambito del ravvedimento operoso.

    Tuttavia, può capitare, come nel mio caso, che dalla rettifica della dichiarazione conseguano sia delle "maggiori imposte dovute", sia dei "minori crediti".

    A rigor di logica, bisognerebbe versare le sanzioni in entrambe le ipotesi, ma la mia perplessità resta focalizzata sulla congiunzione disgiuntiva utilizzata dall'Agenzia delle Entrate (saranno calcolate sui rispettivi maggiori tributi oppure sui minori crediti spettanti).

  7. #7
    dod
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    Citazione Originariamente Scritto da MrDike Visualizza Messaggio
    A rigor di logica, bisognerebbe versare le sanzioni in entrambe le ipotesi, ma la mia perplessità resta focalizzata sulla congiunzione disgiuntiva utilizzata dall'Agenzia delle Entrate (saranno calcolate sui rispettivi maggiori tributi oppure sui minori crediti spettanti).
    Forse quella congiunzione disgiuntiva è stata prevista perchè chi ha previsto la norma immaginava le irregolarità in contesti separati senza curarsi del fatto che esse ben possano coesistere come nel caso da te prospettato . Condivisibile, quindi, la tua deduzione logica del versamento congiunto delle sanzioni.
    Ultima modifica di dod; 15-11-11 alle 02:50 PM

  8. #8
    gg71_it è offline Member
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    Citazione Originariamente Scritto da MrDike Visualizza Messaggio
    Fermo restando l'invito al nostro Legislatore ad "uniformare" il TESTO UNICO SANZIONI (rectius: "testi unici"), ovvero a snellire le norme in esso/essi contenute, devo convenire sulle perplessità di gg71_it.

    Innanzitutto, il richiamo all'art. 1, comma 2, del D. Lgs. n. 471/1997 deve essere inteso come "un accertamento della violazione", dovuto in caso di presentazione di una dichiarazione infedele per l'indicazione di un reddito imponibile inferiore a quello accertato o di un'imposta inferiore a quella dovuta o di un credito superiore a quello spettante, ovvero quando l'Amministrazione Finanziaria procede all'accertamento ai sensi dell'art. 41-bis del D.P.R. n. 600/1973.

    Per tali violazioni è prevista una sanzione minima ed una massima, che va dal 100% al 200% della maggiore imposta accertata o della differenza di credito.

    E fin qui nulla quaestio.

    In caso di ravvedimento operoso e soprattutto nel caso di specie da me postato, risulta pacifico che, se si vogliono regolarizzare contemporaneamente gli errori e le omissioni indicati ai punti 1. e 2., è necessario presentare un’unica dichiarazione integrativa ed effettuare il pagamento delle somme complessivamente dovute; in questo caso, le sanzioni ridotte (3,75% e 12,50%, ovvero 3% e 10% per gli errori sino al 31 Gennaio 2011) saranno calcolate sui rispettivi maggiori tributi o minori crediti spettanti.

    Pertanto, quanto riportato da Maurizio Tozzi è formalmente corretto, in quanto cita un esempio di "minor credito" e la relativa sanzione nell'ambito del ravvedimento operoso.

    Tuttavia, può capitare, come nel mio caso, che dalla rettifica della dichiarazione conseguano sia delle "maggiori imposte dovute", sia dei "minori crediti".

    A rigor di logica, bisognerebbe versare le sanzioni in entrambe le ipotesi, ma la mia perplessità resta focalizzata sulla congiunzione disgiuntiva utilizzata dall'Agenzia delle Entrate (saranno calcolate sui rispettivi maggiori tributi oppure sui minori crediti spettanti).
    Mi riallaccio all'articolo di italia oggi da me postato.
    Guarda caso mi si è verificata questa situazione:
    una snc che nel 2010 ha chiuso in perdita per Euro 10.000 ha omesso nel quadro RF di indicare una variazione in aumento per Euro 2.100 (la perdita fiscale avrebbe dovuto essere di euro 7.900 anziche euro 10.000).
    Posso ancora fare l'integrativa ma il versamento (IRPEF) in ravvedimento lo fanno i soci (3 con quote identiche) versando 70 euro (sanzione 100% ridotta ad 1/10) ciascuno oltre interessi (ma siamo sicuri che vadano versati anche gli interessi sulle sanzioni?) ma utilizzando quali codici ?
    Grazie in anticipo a chi mi vorrà dare una mano
    gg71_it

  9. #9
    gg71_it è offline Member
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    Scusate temo di aver fatto un po' di confusione
    il caso da me descritto nel precedente post non è una "riduzione del credito" ma una "riduzione di una perdita" e quindi la dichiarazione integrativa dovrebbe prevedere solo il versamento di una sanzione di euro 25,80 (258 ridotti ad 1/10 per ravvedimento)
    I dubbi che mi sorgono adesso però sono i seguenti:
    - considerando che la denuncia integrativa che ho già predisposto è composta da modello UNICO SP + IVA + IRAP 2010, anche se le variazioni apportate per motivi diversi (in unico SP varia solo la perdita fiscale mentre nella denuncia IRAP ho fatto un a correzione - spostando pochi euro da un rigo ad un altro - che non determina variazione della base imponibile) riguardano solo UNICO SP e IRAP, dovrò versare euro 25,80 per 3 volte?
    - inoltre dato che devo presentare l'ntegrativa anche per i soci solo per correggere il l'importo della perdita loro imputata dovrò versare euro 25,80 per ciascuno di essi?
    - quali codici tributo dovrò utilizzare per la società e quale per i soci?
    Ultima modifica di gg71_it; 29-09-11 alle 10:15 AM

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