Saluti a tutti.

Sono un cittadino italiano residente all'estero, precisamente in Thailandia, da qualche anno.(dal 2005)

Mi si presenta ora l'occasione di un lavoro per azienda italiana con sede in Italia che sarebbe svolto via internet tramite collegamento con computer da casa qui in Bangkok.(una sorta di telelavoro)
Il problema che mi si pone e' quello di definire come si dovra' stabilire il rapporto di lavoro essendo io residente qui in Thai, iscritto AIRE e non avendo nessun riferimento fiscale con l'Italia (nessun reddito in Italia, proprieta' a mio nome in Italia, legami con famigliari che vivono in italia), insomma dovrei essere fiscalmente residente qui a tutti gli effetti.

Riassumendo:

1- Italiano residente estero, iscritto AIRE, fiscalmente residente estero a tutti gli effetti.

2- dovrei lavorare per azienda italiana, con sede in Italia, attraverso collegamento internet e computer. Quindi trattasi di lavoro da casa in thai per ditta italiana in Italia.

3- non utilizzerei eventuale Convenzione Bilaterale contro le Doppie Imposizioni tra Italia e Thailandia nel senso che pagherei eventuali tasse dovute direttamente tramite la ditta italiana.

Ho trovato come normativa a cui dovrei essere assoggettato questa:

ritenuta del 30% a titolo definitivo di cui all’art.25 c.2 del DPR 600/73

ma rispetto ad eventuali contributi INPS la cosa e' molto piu' vaga.

Ho trovato in rete

“Trattamento INPS compensi a non residenti
Con la circolare n. 164 del 21 dicembre 2004, l’INPS fornisce
un’importante precisazione sull’obbligo
contributivo alla Gestione separata per i collaboratori coordinati e
continuativi e i collaboratori a progetto non
residenti.
L’Istituto afferma che, anche per i collaboratori coordinati e
continuativi non residenti, i principi che
disciplinano l’assoggettamento contributivo dei redditi percepiti sono
gli stessi che valgono, per i soggetti in
questione, ai fini dell’assoggettamento fiscale.
La circolare in commento chiarisce che ai fini dell’assoggettamento
contributivo dei redditi percepiti da
collaboratori coordinati e continuativi non residenti si devono seguire
i principi che, per gli stessi soggetti, si
adottano ai fini dell’assoggettamento fiscale.
Pertanto, i redditi derivanti dalle attività di collaborazione
coordinata e continuativa:
¨ rese da soggetti non residenti
¨ in assenza di una diversa disciplina convenzionale tra l'Italia e lo
Stato estero di appartenenza,
sono dunque imponibili ai fini contributivi se
¨ la prestazione è svolta in Italia o, comunque,
¨ se il committente è italiano..........”

Quindi la mia domanda e' questa:

Come deve svolgersi il rapporto di collaborazione (lavoro) con la ditta italiana ?
Come si inquadra fiscalmente ?
Va stipulato un contratto ? Come verrei pagato , dato che e' ovvio che non posso fatturare. Dovrei presentare ricevuta di pagamento come collaboratore ?.a progetto … o cosa?

E, cosa piu' importante, oltre alla ritenuta del 30% come da art.25 c.2 del DPR 600/73 sarei soggetto e dovrei indicare nella ricevuta di pagamento (la chiamo cosi' perche' non saprei come chiamarla) anche la ritenuta INPS vista la circolare n. 164 del 21 dicembre 2004.?

Mi riferisco in particolare qundo la circolare INPS cita:
Pertanto, i redditi derivanti dalle attività di collaborazione
coordinata e continuativa:
¨ rese da soggetti non residenti
¨ in assenza di una diversa disciplina convenzionale tra l'Italia e lo
Stato estero di appartenenza,
sono dunque imponibili ai fini contributivi se
¨ la prestazione è svolta in Italia o, comunque,
¨ se il committente è italiano..........”
cioe' parrebbe che se il committente e' italiano e io sono NON residente il reddito sia in ogni caso imponibile ai fini INPS

Grazie


Edgar from Bangkok.