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Discussione: Autofattura beni ammortizzabili per cessazione attività: Iva e Imposte dirette

  1. #1
    pfad è offline Senior Member
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    Predefinito Autofattura beni ammortizzabili per cessazione attività: Iva e Imposte dirette

    Buon pomeriggio,
    Una ditta ha cessato l'attività senza autofatturare i beni ammortizzabili. Ora l'agenzia delle entrate gli chiede di autofatturare questi beni ammortizzabili per abbattere l'iva che altrimenti avrebbe a credito. Un funzionario dell'agenzia mi ha detto che per evitare che il cliente oltre all'iva debba pagare anche irpef, addizionali ed irap, lo stesso deve compilare un apposito rigo in dichiarazione per far capire che si tratta di passaggio interno dei beni ammortizzabili dalla ditta alla persona fisica senza corrispettivo e che ciò comporta la non assoggettabilità alle imposte dirette. Qualcuno potrebbe aiutarmi a capire se questa cosa è fattibile e in caso positivo come procedere? La ditta ha avuto una vita breve, 9 mesi, perchè truffata da un fornitore. Andando ad autofatturare tutti i beni ammortizzabili al loro valore (costo - ammortamento), si avrebbe un reddito alto dal quale scaturirebbero Irpef, addizionali ed irap. Il funzionario mi diceva che in tale modo, il valore è imponibile ai fini iva ma non ai fini delle imposte dirette.
    Grazie a quanti mi vorranno aiutare

  2. #2
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Buon pomeriggio,
    Una ditta ha cessato l'attività senza autofatturare i beni ammortizzabili. Ora l'agenzia delle entrate gli chiede di autofatturare questi beni ammortizzabili per abbattere l'iva che altrimenti avrebbe a credito. Un funzionario dell'agenzia mi ha detto che per evitare che il cliente oltre all'iva debba pagare anche irpef, addizionali ed irap, lo stesso deve compilare un apposito rigo in dichiarazione per far capire che si tratta di passaggio interno dei beni ammortizzabili dalla ditta alla persona fisica senza corrispettivo e che ciò comporta la non assoggettabilità alle imposte dirette. Qualcuno potrebbe aiutarmi a capire se questa cosa è fattibile e in caso positivo come procedere? La ditta ha avuto una vita breve, 9 mesi, perchè truffata da un fornitore. Andando ad autofatturare tutti i beni ammortizzabili al loro valore (costo - ammortamento), si avrebbe un reddito alto dal quale scaturirebbero Irpef, addizionali ed irap. Il funzionario mi diceva che in tale modo, il valore è imponibile ai fini iva ma non ai fini delle imposte dirette.
    Grazie a quanti mi vorranno aiutare
    Il passaggio interno presuppone, a mio giudizio, che la ditta continui ad esistere. Ad esempio, può essere un passaggio interno il passaggio di beni da un fornaio ad un suo punto vendita esterno e separato dall'unitá produttiva di panificazione. Il passaggio dalla sfera aziendale alla sfera privata è un'altra cosa ed è rilevante sia ai fini IVA che reddituali. Si chiama "autoconsumo esterno" e va tassato al valore normale.
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

  3. #3
    pfad è offline Senior Member
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    Grazie mille per la risposta. Ho trascorso tutto il pomeriggio di ieri e stamattina a cercare un qualcosa che si avvicinasse all'informazione che mi ha dato il funzionario dell'ade, ed ovviamente non ho trovato altro che quanto scritto da te. Come può un funzionario ade dare suggerimenti ed informazioni che non hanno riscontro alcuno? Intanto sono loro a controllare le dichiarazioni che vengono inviate. Comunque ti ringrazio. A questo punto, la seconda strada percorribile, che poi sarebbe la prima, per evitare di far pagare al cliente anche le imposte dirette, potrebbe consistere nel considerare una svalutazione dei beni ammortizzabili? C'è da dire che il fornitore che lo ha truffato all'epoca, gli ha venduto un software, di quasi 10000 €, che praticamente lui non ha potuto utilizzare quasi fin da subito perchè bloccato da un codice che non gli è stato mai fornito. Potrei fargli autofatturare questo software ad un prezzo più basso? ed i pc usati? posso considerare il loro valore di mercato alla data di cessazione dell'attività? vorrei cercare di non fargli versare tutti quei soldi sinceramente: è stato aperto 9 mesi totali, ha subito una truffa, ha fatturato solo 100€.. insomma ne è uscito davvero con le ossa rotte!
    Grazie, accetto ogni tipo di consiglio o suggerimento.. grazie

  4. #4
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Grazie mille per la risposta. Ho trascorso tutto il pomeriggio di ieri e stamattina a cercare un qualcosa che si avvicinasse all'informazione che mi ha dato il funzionario dell'ade, ed ovviamente non ho trovato altro che quanto scritto da te. Come può un funzionario ade dare suggerimenti ed informazioni che non hanno riscontro alcuno? Intanto sono loro a controllare le dichiarazioni che vengono inviate. Comunque ti ringrazio. A questo punto, la seconda strada percorribile, che poi sarebbe la prima, per evitare di far pagare al cliente anche le imposte dirette, potrebbe consistere nel considerare una svalutazione dei beni ammortizzabili? C'è da dire che il fornitore che lo ha truffato all'epoca, gli ha venduto un software, di quasi 10000 €, che praticamente lui non ha potuto utilizzare quasi fin da subito perchè bloccato da un codice che non gli è stato mai fornito. Potrei fargli autofatturare questo software ad un prezzo più basso? ed i pc usati? posso considerare il loro valore di mercato alla data di cessazione dell'attività? vorrei cercare di non fargli versare tutti quei soldi sinceramente: è stato aperto 9 mesi totali, ha subito una truffa, ha fatturato solo 100€.. insomma ne è uscito davvero con le ossa rotte!
    Grazie, accetto ogni tipo di consiglio o suggerimento.. grazie
    La svalutazione dei beni ammortizzabili è fiscalmente irrilevante. Però, le sopravvenienze passive, corrispondenti al valore residuo da ammortizzare dei beni strumentali, ritengo sia fiscalmente deducibile nell'anno di cessazione dell'attività. Quindi, se da un lato devo applicare il valore normale per l'autoconsumo esterno dall'altro posso spesare per intero il valore residuo da ammortizzare di quanto mi è rimasto come apparato strumentale.
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

  5. #5
    pfad è offline Senior Member
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    La svalutazione dei beni ammortizzabili è fiscalmente irrilevante. Però, le sopravvenienze passive, corrispondenti al valore residuo da ammortizzare dei beni strumentali, ritengo sia fiscalmente deducibile nell'anno di cessazione dell'attività. Quindi, se da un lato devo applicare il valore normale per l'autoconsumo esterno dall'altro posso spesare per intero il valore residuo da ammortizzare di quanto mi è rimasto come apparato strumentale.
    Grazie per la risposta. Dunque fiscalmente come mi comporto? ipotizzando che il valore normale di un cespite (dunque il costo storico?) sia 1000, ed ipotizzando un ammortamento relativo ai 9 mesi di attività pari a 50, il valore della sopravvenienza passiva è 950. In dichiarazione (semplificata, quadro g) come espongo i dati? Forse allora è questo il suggerimento (ad interpretazione) del funzionario dell'agenzia delle entrate? In questo modo ai fini reddituali abbatto i ricavi mentre ai fini Iva no. E ai fini Irap? vale lo stesso discorso per l'irpef? Grazie mille ancora

  6. #6
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Grazie per la risposta. Dunque fiscalmente come mi comporto? ipotizzando che il valore normale di un cespite (dunque il costo storico?) sia 1000, ed ipotizzando un ammortamento relativo ai 9 mesi di attività pari a 50, il valore della sopravvenienza passiva è 950. In dichiarazione (semplificata, quadro g) come espongo i dati? Forse allora è questo il suggerimento (ad interpretazione) del funzionario dell'agenzia delle entrate? In questo modo ai fini reddituali abbatto i ricavi mentre ai fini Iva no. E ai fini Irap? vale lo stesso discorso per l'irpef? Grazie mille ancora
    Non è un suggerimento del funzionario. E' la tecnica da seguire. Nei ricavi il valore normale (non il costo storico) e nei costi il costo residuo da ammortizzare. Stesso discorso ai fini IRPEF ed IRAP.
    Unusquisque faber fortunae suae
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  7. #7
    pfad è offline Senior Member
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    Ok, ti ringrazio ancora ed infinite volte per l'aiuto. Con il quadro rg dell'unico ci sono, il dubbio mi rimane ai fini irap. Se in unico il costo residuo da ammortizzare lo indico (correggimi se sbaglio) nel rigo rg22 colonna 8, nella sezione I del quadro iq dell'irap dove lo inserisco? grazie ancora e scusami

  8. #8
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Ok, ti ringrazio ancora ed infinite volte per l'aiuto. Con il quadro rg dell'unico ci sono, il dubbio mi rimane ai fini irap. Se in unico il costo residuo da ammortizzare lo indico (correggimi se sbaglio) nel rigo rg22 colonna 8, nella sezione I del quadro iq dell'irap dove lo inserisco? grazie ancora e scusami
    Nel rigo corrispondente agli ammortamenti perchè tale è.
    Unusquisque faber fortunae suae
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    di Appio Claudio

  9. #9
    pfad è offline Senior Member
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    infinite volte grazie!

  10. #10
    La matta è offline Senior Member
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    Probabilmente i dubbi nascono dal fatto che non sarebbe deducibile l'eventuale minusvalenza da autoconsumo? E' possibile che sia deducibile nel caso specifico, perché si chiude l'attività?
    Sayonara aoki hibi yo!
    Sarò pure un Senior Member, ma seppur con tanti anni di anzianità, sono solo un'impiegata: quello che dico è da prendersi con le molle e ben più di un grano di sale. Sempre!

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