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Discussione: Credito per imposte estere contribuenti minimi

  1. #1
    giorgion è offline Junior Member
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    Predefinito Credito per imposte estere contribuenti minimi

    Buongiorno a tutti,
    avrei urgentemente bisogno di più pareri possibile riguardo l'assurdità del nostro sistema fiscale per quanto riguarda il credito per imposte estere di un contribuente minimo, casistica molto rara da quel che ho potuto constatare finora:
    un professionista senza cassa nel vecchio regime dei minimi svolge alcune prestazioni di servizi all'estero per poco più di 13mila euro, subendo ritenute d'acconto del 20% per una somma di 2500 euro. In Italia ha fatturato sui 4000 euro per cui nel rigo LM2 avremo componenti positivi per 17mila euro. Fortunatamente il contribuente ha molti costi avendo investito in attrezzature strumentali all'attività e il rigo LM6 mostra un reddito lordo di 5000 euro.
    Fin qui tutto ok, ora viene il bello: il reddito di un minimo, non concorrendo alla formazione del reddito complessivo, quindi niente quadro RN e di conseguenza niente quadro CE, mi sembra di aver capito sia impossibilitato a recuperare le ritenute subite all'estero, a meno che abbia un ulteriore reddito che confluisce nel quadro RN e comunque fino a concorrenza dell'imposta da pagare risultante.
    Se inserisco l'importo del credito d'imposta estero spettante nel rigo LM40 (chiaramente fino a concorrenza dell'imposta sostitutiva italiana), emerge un errore bloccante in quanto il sistema mi dice che il valore deve essere zero dato che questo importo deve essere uguale alla differenza tra quanto indicato nel quadro CE meno quanto indicato nel rigo LM40. Attivo ugualmente il quadro CE, lo compilo correttamente e non emergono errori ma quando riapro il quadro RN ricompare lo stesso errore di prima, cioè che il valore indicato del credito estero deve essere zero, che senso abbia non lo so.
    Ora lo scenario che si presenta a questo punto è raccapricciante per il contribuente onesto, essendo costretto a indicare nel quadro LM i redditi esteri ma senza avere la possibilità di recuperare nulla delle imposte versate; aggiungendo il reddito estero si alza notevolmente il reddito totale conseguito nell'anno e risultano 400 euro di imposta sostitutiva da pagare (inclusi acconti). Non è finita perchè non avendo cassa il contribuente paga l'INPS gestione separata ed è costretto a indicare, pena immancabile avviso di irregolarità, l'importo del rigo LM6, comprensivo di reddito estero, trovandosi a pagare più di 2000 euro di INPS (inclusi acconti), per un totale tra imposta sostitutiva e gestione separata di quasi 2500 euro.
    Trovo assurdo tutto questo, una persona con reddito basso, tra l'altro con famiglia e figli, si trova praticamente a dover ripagare le tasse allo stato italiano già trattenute all'estero.
    Spero qualcuno mi dica che sono matto, ho già sentito diversi pareri e sembra non ci sia niente da fare, illuminatemi per favore.
    Ho pensato, se indico nel quadro LM2 l'importo del reddito estero già decurtato delle ritenute subite, sembra un'assurdità? In questo modo il contribuente andrebbe a pagare in totale, inclusi acconti, poco più di 800 euro e la differenza è notevole.

  2. #2
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da giorgion Visualizza Messaggio
    Buongiorno a tutti,
    avrei urgentemente bisogno di più pareri possibile riguardo l'assurdità del nostro sistema fiscale per quanto riguarda il credito per imposte estere di un contribuente minimo, casistica molto rara da quel che ho potuto constatare finora:
    un professionista senza cassa nel vecchio regime dei minimi svolge alcune prestazioni di servizi all'estero per poco più di 13mila euro, subendo ritenute d'acconto del 20% per una somma di 2500 euro. In Italia ha fatturato sui 4000 euro per cui nel rigo LM2 avremo componenti positivi per 17mila euro. Fortunatamente il contribuente ha molti costi avendo investito in attrezzature strumentali all'attività e il rigo LM6 mostra un reddito lordo di 5000 euro.
    Fin qui tutto ok, ora viene il bello: il reddito di un minimo, non concorrendo alla formazione del reddito complessivo, quindi niente quadro RN e di conseguenza niente quadro CE, mi sembra di aver capito sia impossibilitato a recuperare le ritenute subite all'estero, a meno che abbia un ulteriore reddito che confluisce nel quadro RN e comunque fino a concorrenza dell'imposta da pagare risultante.
    Se inserisco l'importo del credito d'imposta estero spettante nel rigo LM40 (chiaramente fino a concorrenza dell'imposta sostitutiva italiana), emerge un errore bloccante in quanto il sistema mi dice che il valore deve essere zero dato che questo importo deve essere uguale alla differenza tra quanto indicato nel quadro CE meno quanto indicato nel rigo LM40. Attivo ugualmente il quadro CE, lo compilo correttamente e non emergono errori ma quando riapro il quadro RN ricompare lo stesso errore di prima, cioè che il valore indicato del credito estero deve essere zero, che senso abbia non lo so.
    Ora lo scenario che si presenta a questo punto è raccapricciante per il contribuente onesto, essendo costretto a indicare nel quadro LM i redditi esteri ma senza avere la possibilità di recuperare nulla delle imposte versate; aggiungendo il reddito estero si alza notevolmente il reddito totale conseguito nell'anno e risultano 400 euro di imposta sostitutiva da pagare (inclusi acconti). Non è finita perchè non avendo cassa il contribuente paga l'INPS gestione separata ed è costretto a indicare, pena immancabile avviso di irregolarità, l'importo del rigo LM6, comprensivo di reddito estero, trovandosi a pagare più di 2000 euro di INPS (inclusi acconti), per un totale tra imposta sostitutiva e gestione separata di quasi 2500 euro.
    Trovo assurdo tutto questo, una persona con reddito basso, tra l'altro con famiglia e figli, si trova praticamente a dover ripagare le tasse allo stato italiano già trattenute all'estero.
    Spero qualcuno mi dica che sono matto, ho già sentito diversi pareri e sembra non ci sia niente da fare, illuminatemi per favore.
    Ho pensato, se indico nel quadro LM2 l'importo del reddito estero già decurtato delle ritenute subite, sembra un'assurdità? In questo modo il contribuente andrebbe a pagare in totale, inclusi acconti, poco più di 800 euro e la differenza è notevole.
    Questo contribuente avrebbe potuto valutare il passaggio dal regime dei minimi a quello ordinario proprio per evitare queste incompatibilità. Purtroppo, il recupero delle imposte estere avviene solo in presenza di un reddito tassato in Italia in via ordinaria.
    Unusquisque faber fortunae suae
    (Traduzione: Ognuno è artefice della propria fortuna)
    di Appio Claudio

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