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Discussione: Redditi prodotti in IRAQ

  1. #1
    StudioFV è offline Junior Member
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    Predefinito Redditi prodotti in IRAQ

    Un contribuente diventerà consulente estero per un comando Nato locato in IRAQ. Il contribuente non passerà più di 183 giorni all'estero, e la sua famiglia rimarrà qui in Italia, quindi anche la sua residenza.
    A questo punto, secondo voi, sarebbe più giusto optare per le retribuzioni convenzionali o per il credito di imposta per le imposte pagate in IRAQ?

    Grazie

    FV

  2. #2
    paolab è offline Senior Member
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    credo che i militari all'estero abbiano delle regole particolari, ben precise, però non mi è mai capitato il caso... credo che la tassazione avvenga regolarmente in italia

  3. #3
    zallaaa12 è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da StudioFV Visualizza Messaggio
    Un contribuente diventerà consulente estero per un comando Nato locato in IRAQ. Il contribuente non passerà più di 183 giorni all'estero, e la sua famiglia rimarrà qui in Italia, quindi anche la sua residenza.
    A questo punto, secondo voi, sarebbe più giusto optare per le retribuzioni convenzionali o per il credito di imposta per le imposte pagate in IRAQ?

    Grazie

    FV
    Ma è autonomo o dipendente? Perché nel primo caso non ci sono retribuzioni convenzionali. Nel secondo le dovrebbe usare il datore per le ritenute; se per qualche motivo viene tassato anche in IRAQ (possibile visto che non ci sono convenzioni) puoi recuperare quanto pagato a titolo definitivo come credito d'imposta.
    Ultima modifica di zallaaa12; 20-11-18 alle 10:44 AM

  4. #4
    StudioFV è offline Junior Member
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    Ringrazio tutti per la partecipazione.
    Dunque, è lavoratore dipendente, attualmente alla NATO sede centrale (quindi esente da trattenute fiscali e previdenziali). Tra non molti mesi verrà cambiato il suo ruolo, e passerà a consulente esterno per il comando NATO in IRAQ, queste sono tutte le informazioni attualmente in possesso.
    Ipotizzando subisca trattenute in IRAQ e quindi matura del credito di imposta, in Italia dovrebbe essere tassato tutto il reddito prodotto in IRAQ (ovviamente convertito da moneta locale in euro)?

  5. #5
    Enrico Larocca è offline Senior Member
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    Citazione Originariamente Scritto da StudioFV Visualizza Messaggio
    Ringrazio tutti per la partecipazione.
    Dunque, è lavoratore dipendente, attualmente alla NATO sede centrale (quindi esente da trattenute fiscali e previdenziali). Tra non molti mesi verrà cambiato il suo ruolo, e passerà a consulente esterno per il comando NATO in IRAQ, queste sono tutte le informazioni attualmente in possesso.
    Ipotizzando subisca trattenute in IRAQ e quindi matura del credito di imposta, in Italia dovrebbe essere tassato tutto il reddito prodotto in IRAQ (ovviamente convertito da moneta locale in euro)?
    In base al principio della World Wide Taxtion qualunque reddito prodotto da un soggetto non iscritto all'AIRE deve essere tassato in Italia, fruendo del credito d'imposta per le imposte sui redditi corrisposte nel Paese in cui lo stesso reddito è prodotto, al fine di evitare la duplicazione di imposta sui medesimi redditi.

  6. #6
    StudioFV è offline Junior Member
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    Ho avuto altri dettagli:
    praticamente il contribuente sarà un "consulente civile internazionale NATO", ovvero dire sempre sotto contratto della NATO (in questo caso IRAQ) e retribuito dalla sede centrale nato di Bruxelles, fino al termine della missione che durerà 2 anni.
    A questo punto, per mia interpretazione degli accordi che la Nato ha coi paesi in cui è presente, il contribuente dovrebbe essere esente da qualunque tipo di trattenuta e tassazione (sia in IRAQ che in ITALIA, dove risiede), in deroga al principio della WWT (venendo meno anche i requisit dei 183 giorni e via discorrendo).

  7. #7
    Telempatico è offline Senior Member
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    Predefinito Redditi prodotti in IRAQ

    Presenterei il modello IRAQ, rigorosamente dopo il modello IRAP...scusate, era per sdrammatizzare ogni tanto...!
    Citazione Originariamente Scritto da StudioFV Visualizza Messaggio
    Ho avuto altri dettagli:
    praticamente il contribuente sarà un "consulente civile internazionale NATO", ovvero dire sempre sotto contratto della NATO (in questo caso IRAQ) e retribuito dalla sede centrale nato di Bruxelles, fino al termine della missione che durerà 2 anni.
    A questo punto, per mia interpretazione degli accordi che la Nato ha coi paesi in cui è presente, il contribuente dovrebbe essere esente da qualunque tipo di trattenuta e tassazione (sia in IRAQ che in ITALIA, dove risiede), in deroga al principio della WWT (venendo meno anche i requisit dei 183 giorni e via discorrendo).
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  8. #8
    StudioFV è offline Junior Member
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    nessuno ha avuto un caso simile?

  9. #9
    Esattore è offline Senior Member
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    Gli dica di fare attenzione, vivere in Iraq è pericoloso.
    Forse, è quasi meglio lavorare dal tipico commercialista medio italiano: paga poco e pretende tanto senza svolgere le pratiche, ma almeno non uccide.

  10. #10
    zallaaa12 è offline Senior Member
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    Mai avuto un caso simile però, ragionando dopo un po' di ricerche:
    - il contribuente sarà in IRAQ per più di 183gg/anno, quindi in ogni caso sarà iscritto all'AIRE e i redditi non saranno comunque rilevanti in Italia;
    - dovrebbe quindi rilevare l'accordo NATO/IRAQ (se ce n'è uno), ma comunque solo relativamente ad una possibile esenzione in IRAQ.

    Se lavorasse in Italia, varrebbe il discorso dell'accordo di sede con la NATO però essendo un cittadino italiano residente in Italia, dovrebbe valere la deroga che permette comunque la tassazione (in genere i redditi dei collaboratori delle organizzazioni internazionali sono esentati perchè l'eventuale tassazione sarebbe un'opportunità per il paese ospitante di recuperare parte dei propri contributi all'organizzazione stessa; ciò non vale però se il collaboratore è cittadino residente della nazione ospitante). C'è un parere della fondazione studi consulenti del lavoro, nr. 12/2010 al riguardo.

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