Devo realizzare un cappotto termico nel condominio dove risiedo, avvalendomi il Superbonus 110%. Si tratta di un condominio minimo, cioè con meno di otto condomini: nell'edificio, ho la piena proprietà di tre abitazioni e un negozio, mentre i miei tre figli maggiorenni hanno la piena proprietà di un'abitazione ciascuno. Non ci sono altri condomini nell'edificio.

Per godere delle detrazioni del Superbonus 110%, a chi si devono intestare le fatture e chi deve effettuare i pagamenti alle ditte incaricate, visto che il condominio è privo di amministratore e di codice fiscale?

Nella circolare 24/E dell'Agenzia leggo: "Al fine di beneficiare del Superbonus per i lavori realizzati sulle parti comuni, i condomìni che, non avendone l'obbligo, non abbiano nominato un amministratore non sono tenuti a richiedere il codice fiscale. In tali casi, ai fini della fruizione del beneficio, può essere utilizzato il codice fiscale del condomino che ha effettuato i connessi adempimenti. Il contribuente è comunque tenuto a dimostrare che gli interventi sono stati effettuati su parti comuni dell’edificio.".

Io, quindi, riterrei di potere procedere come segue, al fine di ottenere il Superbonus 110%:

1) Alle ditte incaricate farei intestare tutte le fatture a me (che sono il padre e maggiore proprietario nell'edificio). In questo senso, sarei il condomino che effettua gli adempimenti connessi al Superbonus. Le fatture riporterebbero la dicitura che il lavoro riguarda opere in un condominio minimo e che sono opere di riqualificazione energetica;

2) Io pagherei tutte le fatture relative al cappotto. Nel pagarle, indicherei che sto effettuando un bonifico per riqualificazione energetica su bene di proprietà e non su un condominio. Infatti, se indicassi che sto facendo un bonifico per un condominio, dovrei obbligatoriamente indicare il codice fiscale del condominio, che non esiste, e il codice fiscale dell’amministratore, di cui il condominio è privo. Infatti, tutti i conti bancari che possiedo sono collegati a servizi di home banking che, una volta che si indica nelle maschere del pagamento che il lavoro riguarda un condominio, chiedono di inserire obbligatoriamente il codice fiscale del condominio e il codice fiscale dell’amministratore. Non esistendo
il codice fiscale del condominio ed essendo assente un amministratore di condominio, io barrerò invece la casella "Opere su beni di proprietà", dopo di ché inserirò il mio codice fiscale, in quanto beneficiario della detrazione;

3) Una volta pagate le fatture, donerei denaro ai miei tre figli perché possano pagare in base ai millesimi la loro quota di opere, tramite un bonifico ordinario, con causale "Trasferimento fondi per pagamento quota spese intervento di riqualificazione energetica cappotto termico su condominio minimo". Infatti, nessuno dei tre figli possiede denaro a sufficienza per pagare le opere: avranno bisogno di un trasferimento di fondi da me, che sono loro padre;

4) Ognuno dei miei tre figli trasferirebbe a me, tramite un bonifico ordinario, la stessa somma donata, indicando come causale "Pagamento quota spese intervento di riqualificazione energetica cappotto termico su condominio minimo";

5) In dichiarazione dei redditi, io indicherei nella Sezione III A che la partita IVA ricevente i bonifici che danno diritto alla sua detrazione è la partita IVA delle ditte incaricate; ognuno dei miei figli, invece, indicherebbe che il beneficiario dei bonifici che danno diritto alla propria detrazione è il sottoscritto, loro padre, individuato dal proprio codice fiscale.

Tutto questo sarebbe corretto? Le operazioni descritte ai punti 1,2,3,4,5 sono corrette o c'è qualche passaggio che impedirebbe l'ottenimento del Superbonus a qualche membro della famiglia (io e i miei tre figli)? Inoltre, ogni familiare (io e i miei tre figli) potrebbe cedere il credito d'imposta maturato?

Vi ringrazio e porgo cordiali saluti,
Paolo Tardini