Buon giorno a tutti! Dubbio da domenica mattina:
Un professionista ha alle proprie dipendenze il coniuge (regolare rapporto di lavoro dipendente). Quindi, ai fini fiscali, il compenso percepito non è deducibile per il professionista e non costituisce reddito per il coniuge. Quest'ultimo non ha altri redditi se non la comproprietà dell'abitazione principale. Posso considerarlo fiscalmente a carico del professionista (con tutti i risvolti del caso per gli oneri detraibili) atteso che il reddito da lavoro dipendente di fatto non è "reddito"? Il consulente del lavoro che gestisce il tutto, ha regolarmente predisposto il cud con l'indicazione del reddito e dell'imposta lorda senza le ritenute e il relativo modello 770.

Ho trovato un caso analogo nei quesiti de L'Esperto risponde del Sole (numero 37 del 15 maggio 2006 pagina 874). Si parte dal presupposto che le deduzioni per carichi di famiglia spettano purchè il soggetto a carico non possieda un reddito complessivo superiore ad Euro 2.840,51, nel cui computo rientrano solo alcuni redditi esenti espressamente previsti dal legislatore. Quindi, nel caso del coniuge dell'imprenditore (o professionista visto che la norma è la medesima), i compensi dallo stesso percepiti (indeducibili dal reddito di chi li corrisponde), pur essendo redditi esenti da tassazione non sono compresi nell'elenco di cui sopra nè prese in considerazione da altre norme speciali. Pertanto, come nel caso da me descritto nel precedente post, il coniuge può essere considerato fiscalmente a carico. Ogni contributo alla discussione è ben accetto, anche se credo la tesi esposta sia corretta e compatibile con la norma vicente. Grazie a tutti.